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Conto prosciugato on-line, denunciati in 19
Inserito il 17 novembre 2009 alle 09:50:45 da zdelete.

È accaduto ad Alba, in Piemonte: una impiegata 50enne, titolare di un conto corrente telematico, una mattina si è svegliata accorgendosi di essere rimasta senza soldi. Sporta immediatamente la denuncia presso la locale stazione dei Carabinieri, ha dato il via ad una articolata indagine informatica che ha portato all’individuazione di 19 soggetti, ritenuti a vario titolo responsabili del furto, prontamente denunciati dai militari dell’Arma.

Ricostruendo il percorso telematico del denaro della vittima, gli inquirenti hanno potuto riscontrare come la gang dei “prelevatori” che aveva prosciugato il conto della signora, aveva pensato bene di lasciare molte tracce di sé. Ricariche a telefonini intestati direttamente agli accoliti, acquisti di capi griffati, ricariche di carte di credito, biglietti low cost per i loro paesi d’origine.

Così gli investigatori hanno potuto stringere il cerchio intorno a 19 persone residenti in Brianza, di cui 11 di nazionalità rumena, ritenuti i presunti autori dell’illecito prelievo di circa 6mila euro dalla ignara vittima. I carabinieri sono riusciti anche a risalire ai due computer utilizzati per sferrare la truffa: uno era installato presso una università di Roma in uso a centinaia di studenti mentre l’altro presso un internet caffè sito a Francoforte sul Meno (Germania).

Con ogni probabilità la vittima avrà eseguito alcune operazioni bancarie tramite questi portali fornendo così le proprie credenziali di accesso ai criminali. A tal proposito gli inquirenti suggeriscono a tutti coloro che hanno conti correnti on line (od anche titolari di carte di credito e bancomat) di attivare, mediante la propria banca, l’opzione che avverte il cliente con un sms telefonico od una e-mail sul personal computer ogni volta che si fanno prelievi di contanti od acquisti, in tal modo si può scoprire per tempo se qualcuno sta prelevando al posto nostro evitando così che si “prosciughi” il conto corrente.

 

Fonte: Anti-Phishing Italia


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